Vincenzo Cecchini – schermi di luce – 2017
Vincenzo Cecchini è nato a Cattolica il 3 Ottobre del 1934, dove vive e lavora.
Al suo esordio di pittore al Premio Scipione di Macerata nel 1955, Cecchini propone una superficie bianca su cui ha tracciato un segno orizzontale e uno verticale a dividere la tela in quattro parti.
Si tratta di un semplice gesto, ponderato eppur sempre gesto, paragonabile, come spesso lo stesso artista ha fatto, a colpi di biliardo.
Sul finire degli anni Cinquanta partecipa all’attività della Galleria Numero di Firenze, dove
espone nella collettiva 40 astratti e poi nella personale del 1960.
In quel periodo continua ad intervenire con segni minimi su superfici monocrome: gli Schemi.
All’inizio degli anni Sessanta si trasferisce a Milano dove al Giamaica incontra gli artisti e scrittori dell’avanguardia milanese tra i quali Nanni Valentini e Paolo Scheggi di cui diventa amico.
Successivamente rientra a Roma dove condivide frequentazioni e opinioni di lavoro con C.G. Morales, P. Cotani, Tolve, Puglielli.
Dalla metà del decennio seguente sperimenta invece l’intervento su pannelli di plastica che incide e che poi sottopone ad una elevata temperatura: sono le Dilatazioni in cui l’apparente rigore del taglio è in realtà esposto alla variabile della mano e all’irregolarità
del calore. Nel 1967 espone insieme a Morales e Vema nella collettiva Cinque pittori di Roma alla Galleria Qui Arte Contemporanea. E nel 1972 espone alla Galleria Primo Piano con Cotani e Morales. L’alternarsi periodico di vicinanza e lontananza da fasi legate alla pittura e altre fasi che accolgono diversi supporti e strumenti, rimarrà una costante nell’opera di Cecchini.
